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Dogliani e Dolcetti d'Alba

Dogliani e Dolcetti d'Alba

In stock

  • Pecchenino Dogliani San Luigi DOCG
  • Ca Ed Curen Cent'anni e più Dolcetto d'Alba DOC
  • Rocche dei Manzoni Dolcetto d'Alba La Matinera DOC
  • Deltetto Dolcetto d'Alba DOC
  • Gianni Gagliardo Dolcetto d'Alba Paulin DOC

Dogliani:
Emblema della città omonima e del territorio circostante, proprio in quest’area dove la tradizione vitivinicola è fortemente legata all’uva Dolcetto, il vitigno trova la sua migliore espressione. Si tratta di un’uva difficile da coltivare e ancor di più da vinificare, ma grazie al lavoro e alla dedizione dei viticoltori è capace di donare vini di buon equilibrio e grande finezza. La coltivazione delle viti nelle Langhe è una pratica molto antica, già presente ai tempi dei romani. Per quanto riguarda la denominazione Dogliani, la sua storia è molto recente: dopo un primo riconoscimento nel 1974 con la Doc Dogliani, bisogna aspettare fino al 2005 per l’ottenimento della Docg. L’attuale docg però è stata aggiornata nel 2011. La zona delle Langhe di riferimento è quella a sud, in direzione della Liguria, dove il clima è più fresco per via delle vicinanza delle Alpi. La conformazione del suolo ideale è argilloso-calcareo, le famose terre bianche situate prevalentemente in collina. L’uva Dolcetto è considerata una delle più difficili da vinificare per via della grande quantità di tannini. Il risultato finale è quindi dovuto a un attento lavoro del produttore, capace di far sprigionare i profumi e gli aromi di questo vino. La fermentazione detta malolattica è necessaria per evitare che il vino rifermenti in bottiglia, come accadeva in passato. Superiore è un’interpretazione più moderna del Dogliani, che esalta caratteristiche meno comuni e, proprio per questa particolarità, è capace di sorprendere chi lo assaggia.


Dolcetto d’Alba:
Tra tutte le denominazioni Dolcetto, che in Piemonte sono ormai tredici a testimonianaza dell’estrema versatilità dl vitigno, quella di Alba è la più conosciuta e la più consistente in termini di bottiglie prodotte ogni anno. Arrivato da oltre mare, attraverso scambi commerciali è da sempre considerato il vino dell’amicizia e del buon bicchiere in compagnia. Era il vino che accompagnava il lavoro quotidiano della gente di Langa che, vinificato a basse gradazioni alcoliche, andava consumato entro l’anno. Ancora oggi, nonostante le nuove tecniche produttive abbiano rivalutato il ruolo di questo vino, il consumo è rimasto pressocchè locale: circa l’80% della produzione risulta infatti consumata nell’Italia nord-occidentale.




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